venerdì 11 settembre 2026

[REVIEW PARTY] - "Fighting for us" di Regina Mooren

 

Ciao carissimi lettori, come state oggi? Sono entusiasta di condividere con voi la mia esperienza di lettura di  "Fighting for us" di Regina Mooren. 


Ringrazio @a.book.with.tea per aver organizzato il review party, l’autrice e @royalbooksedizioni per la copia del romanzo. 


Ricordo a tutti voi, amici lettori, che se decidete di acquistare i libri suggeriti nelle mie recensioni, potete farlo tramite i link che vi lascio. Sono affiliata ad Amazon, il che significa che, senza alcun costo aggiuntivo per voi, potete sostenere il mio lavoro, permettendomi di guadagnare una piccola percentuale sul prezzo di copertina del libro. Grazie mille per il vostro continuo sostegno, che mi aiuta a mantenere attivo il blog e a condividere sempre nuove storie con voi!


Titolo: Fighting for us
Autore: Regina Mooren
Editore: Roayl Books Edizioni
Data di uscita: 07 agosto 2026
Pagine: 323
Prezzo: 3,99€ 
Dove Trovarlo: Amazon

Morgan vive una routine sempre uguale: studentessa universitaria di giorno, barista di notte, madre e zia nel week-end. La morte prematura della sua gemella l'ha segnata: l'ha resa molto introversa e ha ridotto all'osso la sua vita sociale.
Poi, una notte, tutto cambia. Succede quando Morgan viene aggredita all'uscita dal lavoro e solo l'intervento tempestivo di Tanner Keelay la salva dallo stupro che stava per subire.
Tanner è un fighter di MMA scontroso e riservato, che suscita in Morgan sentimenti contrastanti. La violenza è il suo mestiere, ma nel suo sguardo e nella sua inspiegabile pacatezza c'è qualcosa di magnetico che sfida la ritrosia della ragazza e la attrae a lui.
C'è anche un segreto, anzi due, a legarli. Entrambi portano avanti vite segrete nel segno dei retaggi del loro passato. A costringerli al silenzio sono i sensi di colpa e il peso delle responsabilità.
Nello sbocciare e crescere di un amore, Morgan e Tanner cercheranno di affrontare le minacce e schivare i pericoli che il destino ha in serbo per loro. Un solo obiettivo li sprona a non arrendersi: riconciliarsi con il proprio passato per guardare al futuro con occhi diversi.

"Fighting for us" è un romanzo che affronta la violenza sulle donne e femminicidio, una tematica purtroppo attuale. Lo fa soprattutto dal punto di vista delle vittime collaterali e al contempo costruisce una storia di formazione e di accettazione del dolore.

Ci sono libri che scegli perché la trama ti incuriosisce.

E poi ci sono libri che, una volta arrivata all’ultima pagina, ti fanno pensare che forse avevi bisogno di leggerli proprio in quel momento.

"Fighting for us" di Regina Mooren è decisamente uno di questi.



Quello che mi aveva attirata inizialmente era, lo ammetto, il lato sport romance: un fighter di MMA, una storia d’amore e quel trope che prometteva un protagonista burbero e tutto da scoprire.

E Tanner, infatti, è proprio così.

Ma "Fighting for us" è molto più di un romance ambientato nel mondo delle MMA.


La storia di Morgan e Tanner parte da due persone che hanno già combattuto parecchio prima ancora di incontrarsi.

Morgan si porta dentro il dolore per la perdita della sorella gemella e una quantità di responsabilità che l’hanno costretta a crescere in fretta. La sua vita sembra divisa tra università, lavoro e famiglia, ma sotto quella quotidianità apparentemente normale c’è una ragazza che ha imparato a mettere tutto e tutti davanti a sé stessa.

Tanner, invece, è il classico personaggio che, all’apparenza, potrebbe sembrare il grumpy da romance: fighter, riservato, poco incline a parlare e con quella presenza che dice chiaramente “non avvicinarti”.

Ovviamente noi ci avviciniamo. 😂

E scopriamo che dietro la sua corazza c’è molto altro.


Quello che ho apprezzato particolarmente è proprio il contrasto tra il Tanner che vediamo sul ring e l’uomo che emerge quando è con Morgan. Uno combatte con la forza, l’altro con la pazienza. E forse è proprio quest’ultima la sua qualità più bella.

Perché Tanner non cerca di “salvare” Morgan.

Le sta accanto.

E sembra una piccola differenza, ma per me non lo è affatto.

Morgan non ha bisogno di qualcuno che prenda le decisioni al suo posto o che le dica come affrontare ciò che le è successo. Ha bisogno di qualcuno disposto ad aspettare i suoi tempi, ad ascoltarla e, soprattutto, a permetterle di tornare a fidarsi.

Ed è proprio così che nasce il loro rapporto.

Non c’è un innamoramento improvviso che risolve tutto.

Ci sono piccoli passi, momenti condivisi, paure raccontate con fatica, silenzi e quella fiducia che si costruisce un pezzetto alla volta.

E questa, probabilmente, è una delle cose che ho amato di più del loro rapporto.


Perché l'amore non cancella il dolore.

Può però diventare un luogo sicuro in cui imparare ad affrontarlo.

E qui arriviamo al cuore vero del romanzo.


"Fighting for us" affronta tematiche molto delicate, tra cui la violenza sulle donne, il femminicidio, il lutto e il trauma.

E non è un libro che parla soltanto della violenza in sé.

Parla soprattutto di ciò che viene dopo.

Del momento in cui tutti pensano che il peggio sia passato, mentre per chi ha vissuto un trauma spesso è proprio lì che comincia la parte più difficile.

Tornare a vivere.

Tornare a fidarsi.

Imparare a non sentirsi in colpa.


Accettare che ciò che è successo farà sempre parte della propria storia, senza permettergli di diventare l’intera identità.


Ed è un aspetto che ho trovato particolarmente importante, perché quando si parla di violenza troppo spesso ci si concentra sull'evento e troppo poco sulle conseguenze che lascia.

Ma una ferita non smette di esistere semplicemente perché non è più visibile.

E questo vale anche per chi resta accanto alle vittime.


Morgan, infatti, non deve affrontare soltanto il proprio dolore. È una ragazza che vive con il peso delle responsabilità, dei “se” e degli “avrei potuto”. Con quella sensazione terribile di dover essere abbastanza forte per tutti.

Ed è proprio qui che il romanzo, secondo me, riesce a raccontare qualcosa di molto umano: non possiamo sempre salvare le persone che amiamo e non possiamo controllare tutto ciò che accade loro.

Possiamo però scegliere di esserci.

Anche quando non sappiamo cosa dire.

Anche quando non possiamo aggiustare niente.

Anche quando l'unica cosa che possiamo fare è restare.


Mi è piaciuto molto anche il modo in cui viene affrontato il tema della famiglia.

Non parliamo della famiglia perfetta, quella da pubblicità del Mulino Bianco per intenderci.

Parliamo di persone che hanno sofferto, commesso errori, si portano dietro cicatrici e che, nonostante tutto, scelgono di diventare casa gli uni per gli altri.

E forse è proprio questo uno dei messaggi che mi sono portata dietro dalla lettura: non dobbiamo necessariamente affrontare tutto da soli.

Io, per prima, sono una di quelle persone che tendono a credere di poter fare tutto da sola.

E forse è anche per questo che alcune dinamiche del romanzo mi hanno colpita particolarmente.

Perché chiedere aiuto non significa essere deboli.

A volte significa semplicemente avere il coraggio di ammettere che non dobbiamo essere sempre forti.


Dal punto di vista della scrittura, ho trovato lo stile di Regina Mooren scorrevole e coinvolgente. La narrazione riesce ad alternare momenti più emotivi e romantici a una componente di suspense che, soprattutto nella parte finale, aumenta progressivamente la tensione.


E proprio qui che ho apprezzato alcuni piccoli dettagli che inizialmente sembrano quasi secondari e che poi acquistano un significato diverso. Non vi dirò altro perché "Fighting for us" è uno di quei libri in cui sapere troppo rischia davvero di rovinarvi alcune sorprese.


Vi segnalo però che, nella parte centrale, ho riscontrato qualche rallentamento. Alcuni momenti della quotidianità di Morgan avrebbero potuto essere leggermente più snelli e, personalmente, credo che qualche pagina in meno avrebbe reso la storia ancora più incisiva.

È comunque un aspetto che non ha compromesso la mia lettura, soprattutto perché la tensione poi torna a crescere e il finale riesce a dare un senso a diversi elementi seminati lungo il percorso.


E poi c'è Tanner.

Perché sì, devo dirlo.

Tanner è uno di quei personaggi che conquistano più con ciò che fanno che con ciò che dicono.

Non è il grande gesto romantico a farmelo apprezzare, ma la costanza.

Il modo in cui osserva Morgan.

Il modo in cui rispetta i suoi tempi.

Il modo in cui riesce a essere presente senza soffocarla.

E forse è proprio questo che rende credibile la loro storia.

Perché non diventano improvvisamente persone senza ferite solo perché si innamorano.

Imparano a convivere con quelle ferite insieme.


Alla fine, quindi, mi sono ritrovata davanti a un romanzo che pensavo sarebbe stato soprattutto uno sport romance e che invece mi ha dato molto di più.

È una storia d'amore, sì.

Ma è anche una storia di lutto, di trauma, di senso di colpa, di famiglia, di seconde possibilità e di rinascita.

Una storia che parla di persone che devono imparare a smettere di sopravvivere e a concedersi, finalmente, la possibilità di vivere.

E credo che sia proprio questo il motivo per cui "Fighting for us" non sia una lettura per tutti, soprattutto per la delicatezza delle tematiche affrontate.

Ma se ve la sentite di affrontarle, secondo me è una storia che vale la pena conoscere.

Perché alcune battaglie non si vincono sul ring.

A volte la battaglia più importante è quella che combattiamo dentro di noi.

E Morgan e Tanner, alla fine, imparano che non devono combattere l'uno contro l'altra, ma l'uno accanto all'altra. 🥊❤️


Consigliato a chi: cerca un romance con una forte componente emotiva, ama i protagonisti tormentati ma profondamente umani e vuole una storia capace di affrontare tematiche importanti senza dimenticare la componente romantica.

E soprattutto a chi, almeno una volta, ha pensato di dover portare tutto il peso del mondo sulle proprie spalle.

Perché forse la vera forza non è riuscire a fare tutto da soli.

È trovare qualcuno con cui, finalmente, poter abbassare la guardia.


settembre 11, 2026 / by / 0 Comments

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