mercoledì 18 febbraio 2026

[RECENSIONE] – "Ruinous: Tutto in frantumi" di Melissa Ciampini


Ciao, carissimi lettori, come state oggi? Sono entusiasta di condividere con voi la mia esperienza di lettura di  "Ruinous: Tutto in frantumi" di Melissa Ciampini. 


Un ringraziamento speciale va all'autrice che mi ha gentilmente fornito una copia del libro in cambio di un'onesta recensione.


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Titolo: Ruinous: tutto in frantumi

Autore: Melissa Ciampini

Editore: Self-Published

Data di uscita: 1 febbraio 2026

Pagine: 447

Prezzo: 1,99€

Dove trovarlo: Amazon



Bully romance, second chance, friends to enemies to lovers, forced proximity, revenge


"Eravamo tutto, prima di diventare niente."


Alla Dunmore University, Aveline Rose Vanderbolt vuole solo ricominciare, vivere senza il peso di un cognome che le apre porte ovunque, ma che l’ha sempre resa prigioniera. Crede che l’università possa essere un rifugio, invece diventa un’arena. Perché tra i corridoi di Dunmore c’è qualcuno che non l’ha mai dimenticata.

Zarek Vane è il fantasma del suo passato e non vede l’ora di vendicarsi.

Sono cresciuti insieme nel North Carolina e un tempo erano inseparabili, finché qualcosa non ha distrutto tutto. Da allora, lui è diventato il suo peggiore incubo.

Zarek ha un solo obiettivo: annientarla.

Però, il dolore ha più strati. Sotto l’odio ci sono ricordi di notti trascorse a vedere film insieme, risate, un ciondolo inciso a mano e una promessa infranta.

Aveline e Zarek si troveranno faccia a faccia con le loro ferite, con i sentimenti e con un presente che si fa sempre più rischioso.

Ma certe fratture non si rimarginano, si impara a portarle addosso.

Ci sono libri che leggi.

E poi ci sono libri che ti attraversano.


"Ruinous: Tutto in frantumi" è uno di quelli che non si limitano a raccontare una storia: ti costringono a sentirla addosso, nelle crepe, nei silenzi, nei respiri trattenuti.


Ogni volta che Melissa mi contatta per leggere un suo romanzo, mi sento profondamente onorata. Avere la possibilità di scoprire una sua storia in anteprima e poi poterne parlare qui, cercando di convincervi a leggerla il prima possibile, è un privilegio che non do mai per scontato. E questa volta, più che mai, so di avere tra le mani qualcosa di speciale.


Tra tutti i suoi libri che ho letto, questo è il mio preferito.


Una guerra che nasce dall’amore

Alla Dunmore University, Aveline Rose Vanderbolt arriva con un solo obiettivo: ricominciare. Vuole essere solo Aveline, non il cognome che apre porte e alimenta aspettative. Vuole respirare senza sentirsi osservata, giudicata, incasellata.


Ma l’università non diventa il suo rifugio. Diventa il suo campo di battaglia.


Perché tra quei corridoi c’è Zarek Vane.

Il ragazzo che un tempo era casa.

Il ragazzo che ora è deciso a distruggerla.


Quello che ho amato profondamente di questa storia è che non partiamo dall’odio, ma dall’amicizia. Aveline e Zarek sono cresciuti insieme; si sono scelti quando erano troppo giovani per capire quanto sarebbe stato difficile farlo di nuovo. Sapere quanto fosse autentico il loro legame rende il presente ancora più doloroso.


Zarek è rabbia compressa. È vendetta costruita pezzo dopo pezzo. Ogni sua parola è una lama affilata, ogni gesto sembra studiato per colpire dove fa più male. Ma sotto quella corazza si avverte qualcosa di più complesso: delusione, senso di abbandono, un dolore mai elaborato.


Aveline, invece, è una forza silenziosa. Porta sulle spalle il peso delle aspettative che non ha scelto. Non reagisce con esplosioni teatrali, ma con una resilienza che cresce pagina dopo pagina. Se Zarek viene analizzato e scavato più a fondo, risultando forse il personaggio più dettagliato e sfaccettato dei due, Aveline non resta indietro nell'intensità emotiva. È solo raccontata con una delicatezza diversa, più trattenuta.


E il dolore che entrambi provano è scritto in modo così vivido che sembra fuoriuscire dalle pagine. È uno di quei romanzi che ti creano crepe nel cuore… e poi lascia che le emozioni escano da lì.


Tensione, vendetta e seconde possibilità

Il romanzo gioca con dinamiche di bully romance, second chance, friends-to-enemies-to-lovers e forced proximity, ma nulla suona forzato né costruito a tavolino. Tutto nasce da una ferita reale.


La tensione tra loro è costante, magnetica. Si respingono, si provocano, si studiano. Ogni confronto è carico di sottotesto. Non è solo attrazione: è memoria condivisa, è il passato che bussa con violenza.


Ho apprezzato tantissimo la crescita nello stile di Melissa. La sua scrittura l’ho sempre amata, ma qui l’ho trovata più matura, più incisiva, più sicura. Le scene emotive non sono mai eccessive, non diventano melodrammatiche: restano crude, essenziali, vere.


E poi c’è la scena della festa a tema dei sette peccati capitali.


Non esagero dicendo che è una delle parti che ho preferito in assoluto. È scritta con una cura nei dettagli incredibile. L’atmosfera, i simbolismi, le dinamiche tra i personaggi: tutto è così vivido che sembra di essere lì. È una di quelle sequenze che ti restano impresse perché unisce estetica, tensione e significato narrativo in modo perfetto.


Personaggi imperfetti, emozioni reali

Zarek e Aveline non sono facili. Non sono rassicuranti. Non sono sempre giusti.
È proprio per questo che funzionano.

Il loro rapporto è sbagliato in molti momenti, doloroso, a tratti destabilizzante. Ma è coerente con ciò che hanno vissuto. Non c’è redenzione improvvisa, non c’è un cambiamento magico. C’è un percorso. Faticoso. Ostinato. Credibile.


Melissa riesce a raccontare il dolore senza edulcorarlo. Lo lascia esistere. Lo analizza. Lo mette sotto una lente d’ingrandimento. E quando finalmente arriva la possibilità di ricostruire, non sembra un colpo di scena, ma una conquista.


Conclusioni

"Ruinous" non è una storia leggera.
È intensa, emotiva, stratificata.
È una storia che parla di orgoglio, di vendetta, di promesse spezzate. Ma soprattutto parla di cosa significa scegliere qualcuno dopo che tutto è andato in frantumi.


Ho dato 5 stelle su 5, e non solo per l’intensità della trama. Le ho date perché ho visto una crescita evidente nella scrittura dell’autrice, perché mi sono sentita completamente immersa nella storia, perché il dolore dei protagonisti mi ha attraversata e perché, arrivata all’ultima pagina, ho capito che questa è la sua opera che ho amato di più.


Se amate i bully romance carichi di tensione emotiva, le seconde possibilità costruite con fatica e i personaggi imperfetti ma profondamente umani, "Ruinous: Tutto in frantumi" è una lettura che non potete lasciarvi sfuggire.


Non è una favola.
È una ricostruzione.
E fa male nel modo più bello possibile. 




febbraio 18, 2026 / by / 0 Comments

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